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L''''Unitalsi come esperienza di gioia

Una riflessione sull'Unitalsi nei 110 anni della sua storia

I 110 anni di storia dell'Unitalsi, che si declina attraverso le storie di tanti ammalati, volontari e pellegrini che hanno condiviso il senso del pellegrinaggio quale occasione per profumare di nuova essenza il libro della propria esistenza, sono una risposta vera e concreta alla domanda di senso del dolore che deriva dalla malattia. Oltre ogni riflessione di ordine morale e di orientamento ideologico, l'esperienza associativa dell'Unitalsi è espressione armonica di un “inno alla vita” che conserva il suo fascino anche quando la melodia della razionalità lascia emergere i suoni cupi del dubbio, dei “perchè” senza risposta. In una esperienza, come quella unitalsiana, dove si incontra lo slancio emotivo ed emozionale di chi vuole offrire le proprie abilità a coloro che, invece, vivono la quotidianità del limite, si consuma in tutta la sua crudezza l'asperità di una realtà spesso complessa, se non proprio crudele, che costringe ad una presa d'atto del limite umano. Il “perchè” echeggia forte a Lourdes, dove l'esperienza unitalsiana ha preso inizio nel 1903, partendo proprio dalla sfida lanciata a Dio da Giovanbattista Tomassi, che aveva deciso di porre fine alla sua esistenza di dolore suicidandosi ai piedi della Grotta. Giunto sul posto, Tomassi consegnò la pistola, che aveva nascosto, e disse: “Ha vinto Lei”. La realtà della sofferenza, che accompagna la missione dell'Unitalsi a favore di quanti vivono il disagio fisico e dell'anima, rappresenta lo specchio del limite con il quale occorre fare i conti, con il quale misurare la difficoltà nell'elaborare una risposta di senso sufficiente per capire il “perchè”. Eppure, l'Unitalsi è una esperienza di gioia. Questa gioia nasce dall'esperienza vissuta, non dal dipinto di una speranza che verrà, di un futuro migliore rispetto ad un presente limitato. La gioia di questo percorso di umanità nasce proprio dallo slancio del cuore capace di trasformare le lacrime in sorriso, di trovare forze fisiche e psicologiche senza fine dalla serenità di quanti, nonostante tutto, trovano l'energia per sorridere e dire “grazie”. È questo il regalo quotidiano che arricchisce le pagine del libro di questa associazione e di quanti scelgono di viverla come dimensione di impegno personale e di responsabilità collettiva.


autore: Salvatore Pagliuca
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