La commemorazione dell'on. Francesco Saverio Nitti alla Camera dei Deputati da parte dell'on. Salvatore Pagliuca
PAGLIUCA. Onorevoli colleghi, pur essendo ancora emozionato per l’improvvisa, ferale notizia della morte di Francesco
Saverio Nitti, ho chiesto anche io di commemorarlo brevissimamente, non ’ per adempiere
a un semplice dovere di prammatica, ma per un sentimento di personale devozione verso il grande scomparso.
Vi parlo come antifascista di tutte le ore, come perseguitato polilico, come deputato della
sua terra e particolarmente come cittadino di Muro Lucano, che ebbe l’onore di dare a Nitti il battesimo politico circa mezzo secolo fa, e lo rielesse fedelmente e plebiscitariamente per cinque legislature, prima della dittatura fascista che interruppe per oltre un ventennio la sua rapida, lunga e luminosa carriera politica.
Non vi farò per intero la sua biografia; non vi narrerò le vicende, quasi sempre difficili e tormentose, della sua vita familjare e politica; le sue battaglie parlamentari, i suoi successi come giornalista, scrittore, pensatore, docente, economista, parlamentare, uomo di Stato. Sono notizie, ormai, a conoscenza
anche del volgo. Non lo difenderò da tutte le critiche - spesso ingiuste e talvolta irriverenti - che lo amareggiarono nel suo cammino ascensionale, perché di tutto ciò si incaricherà la storia quando giudicherà obiettivamente la sua opera ciclopica in ogni campo, senza la passione di parte che ostacola, capovolge o nasconde sempre la
verità, Io desidero soltanto raccogliere l’eco del dolore e dei singhiozzi della gente lucana, della mia e della sua gente, che egli amò e predilesse in ogni tempo, e della quale additò ai governi e a tutti gli italiani la miseria,
l’analfabetismo, le umili e tristi condizioni di vita.
Fu lui ad agitare, fra i primi, con Giustino Fortunato ed Ettore Ciccotti, il problema del Mezzogiorno e in specie quello
della Basilicata: problema di strade, acquedotti, scuole, abitazioni igieniche e disinfestazione antimalarica, ospedali, sanatori, assistenza sociale.
Fu lui a
sostenere, fra i primi, la necessità e l’utilità di sostituire il carbone bianco, che potevamo produrre, al carbon fossile che dovevamo acquistare dall’estero; fu lui a favorire la costruzione
dei bacini montani, dei laghi artificiali per produrre energia elettrica ed irrigare le terre aride e incolte della pianura.
Il primo
esperimento dei laghi artificiali dovuto a lui si ebbe a Muro Lucano nel 1914-16con la
costruzione di una ciclopica diga di sbarramento, poi visitata ed ammirata da tecnici di ogni parte del mondo. Non mi si osservi che il lago artificiale di Muro Lucano rappresenta, ben poco di fronte ai problemi da lui posti ed agitati per la valorizzazione della sua e della mia Lucania e di tutto il mezzogiorno d’Italia, perchè egli giunse al Governo come ministro dell’agricoltura nel 1913, immediatamente
dopo la guerra di Libia, e poco prima della guerra europea 1915-18. Resse
il Ministero del tesoro durante la guerra e fu capo del Governo per breve tempo dopo l’armistizio di Villa Giusti, quando le condizioni del bilancio statale erano tutt’altro che floride e le pingui
indennità di
guerra erano rimaste un nostro pio desiderio.
Comunque, lasciamo, ripeto, alla storia il giudizio sereno su questo uomo che indubbiamente ha onorato e servito i l proprio
paese con nobiltà di intenti, fermezza di propositi, onestà indiscutibile. Dinanzi alla bara che raccoglie le sue spoglie mortali ancora calde e ricoperte di. fiori dei nostri giardini, si abbassino le bandiere abbrunate di ogni partito, si genuflettano tutti gli italiani di buona
volontà e di buona fede, perché al di sopra di tutte le lotte. di tutti i dissensi, di tutti i contrasti e di
tutte le critiche si eleva una insegna luminosa, quella di una grande verità: Francesco Saverio
Nitti fu un patriota sincero che servì costantemente, umilmente, onestamente e utilmente il proprio paese
fino al momento della sua breve agonia. Egli ha diritto perciò al nostro rimpianto e alla
nostra riconoscenza.
Che l’onnipotente, in considerazione delle benemerenze che questo uomo indubbiamente grande vanta verso la propria patria, lo iIlumini ora con gli aurei raggi della
grazia divina.