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Lo studio legale Pagliuca è stato fondato nel 1920 dall'avv. Salvatore Pagliuca, che ha avuto un ruolo importante nella storia della Basilicata e del paese.
On. avv. Salvatore Pagliuca avv. Luigi Pagliuca avv. Salvatore Pagliuca
Subito dopo la presa del potere da parte di Mussolini, Muro diventa tutta fascista, ad eccezione di qualche fervente nittiano, come Gerardo Zitarosa, Pasquale Manna, Francesco Martuscelli, Antonio Lordi, Camillo Scoini, Luigi di Canio, Pasquale Pignatelli e Salvatore Pagliuca, in giovane età socialista e nel dopoguerra presidente della Deputazione Provinciale e quindi deputato al Parlamento per la DC nelle legislature (1948-1953).
Quattro podestà si susseguono o si alternano: Michele Petraccone, Gerardo Galizia, Giuseppe Pagliuca e Giovanni Pagliuca.
Dopo la caduta del fascismo, per il periodo 1943-1946, a reggere l'amministrazione comunale sono, in ordine, i due commissari, eletti dal Comitato provinciale di liberazione, Salvatore Pagliuca e Alberigo Ferrara, divenuti a loro volta anche sindaci di nomina prefettizia.
Avvocato penalista molto apprezzato, veniva aiutato nello studio dal figlio avv. Luigi. Dal 1974 lo studio è condotto dal nipote avv. Salvatore Pagliuca.
Attualmente lo studio ha sede in Muro Lucano (PZ) alla Via Appia n. 14 ed, oltre all'avv. Salvatore Pagliuca, vi operano altri due giovani avvocati: avv. Angela Coviello ed avv. Vito Fuccella.
Lo studio opera nel campo civile, commerciale e penale.
Ha un recapito in Roma insieme all'avv. Giuseppe Pergola , e presso lo studio di Roma opera come collaboratrice fissa l'avv. Milena Mossucca.
L'avv. Pagliuca si occupa da anni di volontariato ed è Vice Presidente Nazionale dell'Unitalsi, ed in tale qualità ha promosso e sviluppato i progetti dell'Associazione. In tale veste è stato intervistato da Famiglia Cristiana.
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Da Lourdes alla vita
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UNITALSI
GLI ALTRI PROGETTI UNITALSI
NELLE OASI DEL WWF
Sentieri guidati per disabili. Poi assistenza legale e una Casa per famiglie di malati.
Già nel 1905, a soli due anni dalla fondazione, papa Pio X commentava così l’impegno dell’Unitalsi: «Di opere di carità ce ne sono tante, ma questa tutte le sorpassa, sicché può chiamarsi opera di carità per eccellenza e io invito tutti a lavorare per la prosperità di questa nascente Unione». Cento anni dopo l’associazione è più vitale che mai e segue i rivoli più diversi del tema conduttore della vicinanza alla sofferenza.
«Tutto ha inizio con il pellegrinaggio», spiega il vicepresidente Salvatore Pagliuca, avvocato a Muro Lucano, che si occupa in particolare dei nuovi progetti. «Sono giorni speciali, in cui il cuore si apre più facilmente e diventa più semplice comprendere quali siano i bisogni profondi delle persone. Continuiamo a ripetere che il pellegrinaggio è il punto di partenza verso un impegno che dura tutto l’anno. Posti di fronte a un nuovo bisogno, non possiamo dire: "questo non ci riguarda"».
Un giorno, ad esempio, capita che i responsabili dell’Unitalsi abbiano un incontro all’ospedale Bambin Gesù di Roma. Nel posteggio scorgono alcune persone che dormono nelle automobili. Chi sono? Mamme e papà di bambini ricoverati che provengono da altre regioni e non hanno i soldi per pagarsi la camera di un albergo. Che cosa decidono i "volontari del pellegrinaggio"?
«Di organizzare il Progetto Bambini», spiega Pagliuca, «che si propone di aiutare le famiglie a risolvere problemi logistici di trasporto, di alloggio, di compagnia e anche di conforto grazie alla collaborazione con altre associazioni e alla convenzione con strutture di accoglienza. Un altro impegno per noi fondamen-tale è il Progetto Casa famiglia, per costituire nuclei in cui i disabili possano vivere in abitazioni adatte e fare una esperienza il più possibile vicina alla famiglia tradizionale, perché nessun sostegno specialistico o di supporto esterno può in realtà sostituirsi alle relazioni affettive importanti».
Ma nella vita delle persone non ci sono solamente i bisogni "primari". Anche una bella vacanza può diventare un diritto negato se l’accessibilità ai disabili rimane sulla carta, senza tramutarsi nello scioglimento delle difficoltà concrete. E allora, si chiama Progetto natura per tutti la collaborazione tra l’Unitalsi e il Wwf per mettere a disposizione di tutti "oasi accessibili per vivere le meraviglie della natura".
«Abbiamo raccolto fondi», spiega Pagliuca, «per realizzare nuovi sentieri accessibili alle persone che hanno problemi di movimento, ma anche sensoriali, all’interno delle oasi del Cratere degli Astroni a Napoli e di Valle Averto a Venezia. Ora abbiamo l’obiettivo di formare guide volontarie e promuovere campi di avventura e altre attività del Wwf con i ragazzi handicappati».
Il Progetto tutela dei disabili pare l’ovvio coronamento di tutta una serie di attività nate dall’intento di facilitare la vita di chi ha i problemi della quotidianità: «Durante i pellegrinaggi capita spesso che appena un malato scopre che uno dei barellieri, o delle sorelle che lo accompagnano, nella vita fa una professione legata al diritto, lo sottoponga a una lunga lista di quesiti sull’applicazione delle leggi. Da qui è nata la necessità di fornire informazioni sugli ausili, l’integrazione lavorativa, i sussidi, i ricoveri, l’assistenza e tutto quanto serve a migliorare la qualità della vita dei nostri amici».
Non deve sorprendere che uno dei progetti sia dedicato al pellegrinaggio. «Anche il primo fondamento del nostro carisma associativo», spiega Antonio Diella, «merita un approfondimento per studiare nuove forme che non escludono, ad esempio, l’uso dell’aereo, che non deve scandalizzare nessuno se serve a eliminare il problema di un lungo viaggio, troppo doloroso per alcuni».
Renata Maderna
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I SOCI: 300.000 IN TUTTA ITALIA
Nel corso del 2001 si sono mosse con l’Unitalsi oltre 90.000 persone, tra ammalati, assistenti e pellegrini, con 154 treni, 56 pullman e 10 aerei. Al pellegrinaggio nazionale per l’inizio delle celebrazioni del centenario, presieduto dal cardinale Camillo Ruini e guidato dall’assistente ecclesiastico dell’Unitalsi, il vescovo ausiliare di Roma monsignor Luigi Moretti, hanno partecipato 2.272 malati, 4.984 volontari, 204 medici e 14.000 pellegrini, con 20 treni e sei aerei. L’Unitalsi, che ha oltre 300.000 soci, ha sezioni in tutte le Regioni e in tutte le Province e pubblica un bel bimestrale, intitolato Fraternità. La sede nazionale è via della Pigna 13/A - 00186 Roma - Telefono 06/67.97.236 - fax 06/67.81.421. |
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