Danno biologico e danno morale: bipolarità tra danno patrimoniale e non patrimoniale
mercoledì 15 luglio 2009
Dopo i principi esposti dalle recenti quattro sentenze
gemelle delle Sezioni Unite della Cassazione (cfr. Cass. Sez. Un. 28.11.2008
nr. 26972-73-74 e 65) in materia di danno patrimoniale e danno non patrimoniale,
riportando l'intero sistema nell'ambito della
bipolarità tra danno patrimoniale e non patrimoniale e respingendo qualsiasi
ulteriore sottocategoria (danno biologico, morale ed esistenziale) se non quali
mere sintesi descrittive di singoli pregiudizi, si è sviluppata una discussione sulla necessità di
affermare
che il ristoro del pregiudizio rappresentato dalla sofferenza psichica e fisica,
ossia il vecchio danno morale, potrà continuare ad influire sulla concreta
liquidazione del danno, sotto forma di adeguamento del danno biologico o,
meglio ancora se si vuole adottare sino in fondo la sistematica concettuale
delle Sezioni Unite, del danno non patrimoniale genericamente inteso,
unitariamente considerato e composto sia dai pregiudizi di tipo esistenziale
sia delle sofferenze interne, alla condizione che dette sofferenze siano
allegate e provate, anche per presunzioni.